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20 DICEMBRE
IV ANTIFONA
O chiave di David e scettro
della casa d'Israele, che apri, e nessuno può
chiudere; che chiudi, e nessuno può aprire: vieni e
trai dalla prigione il misero che giace nelle tenebre
e nell'ombra della morte.
O figlio di David, erede del suo trono e della sua
potenza, tu percorri, nella tua marcia trionfale, una terra sottomessa
un tempo al tuo avo, e oggi asservita dai Gentili. Riconosci da ogni
parte, sul tuo cammino, tanti luoghi testimoni delle meraviglie della
giustizia e della misericordia di Dio tuo Padre verso il suo popolo, nel
tempo di quell'antica Alleanza che volge verso la fine. Presto, tolta la
virginea nube che ti ricopre, intraprenderai nuovi viaggi su quella
stessa terra, vi passerai beneficando e guarendo ogni languore ed
ogni infermità, e tuttavia senza avere dove posare il capo.
Oggi almeno il seno materno ti offre ancora un asilo dolce e tranquillo
nel quale non ricevi che le testimonianze dell'amore più tenero e più
rispettoso. Ma, o Signore, bisogna che tu esca da quel beato ritiro;
bisogna che tu, o Luce eterna, risplenda in mezzo alle tenebre, poiché
il prigioniero che sei venuto a liberare languisce nella sua
prigione. Egli giace nell'ombra della morte, e vi perirà se non vieni
prontamente ad aprirne le porte con la tua Chiave onnipotente! Il
prigioniero, o Gesù, è il genere umano, schiavo dei suoi errori e
dei
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suoi vizi. Vieni a spezzare il giogo che l'opprime e
lo degrada! Il prigioniero è il nostro cuore troppo spesso
asservito a tendenze che esso sconfessa. Vieni, o divino Liberatore, a
riscattare tutto ciò che ti sei degnato di rendere libero con la tua
grazia,e a risollevare in noi la dignità di fratelli tuoi.
ANTIFONA DELL' ARCANGELO
GABRIELE
O Gabriele, messaggero dei cieli, tu sei entrato da me a porte
chiuse e mi hai detto quelle parole: Concepirai e partorirai un
figlio e sarà chiamato Emmanuele.
* * *
Oggi ricorreva
anche la vigilia di san Tommaso, soppressa dal
decreto della Congregazione dei Riti del 23 marzo
1955. Conserviamo quanto il Guéranger espose sullo
sviluppo storico delle vigilie, notando soltanto che,
a tenore dello stesso decreto (n. 8-9), oggi le
vigilie sono di due specie: privilegiate (vigilie
del Natale e di Pentecoste) e comuni (vigilie
dell'Assunzione della Beata Vergine, di san Giovanni
Battista, dei santi Pietro e Paolo e di san Lorenzo).
Tutte le altre sono soppresse.
Nei
primi tempi, il termine di Vigilia designava le riunioni
dei cristiani nella chiesa durante la notte dal sabato
alla domenica. Tali riunioni datano verosimilmente dall'era
apostolica. Presto si formò l'abitudine di prevenire
con una intera notte di preghiere le grandi solennità:
quella di Pasqua o gli anniversari dei Martiri in
particolare. Ci si riuniva nella serata e si trascorreva
la notte al canto dei Salmi e leggendo la Sacra Scrittura
o le Passioni dei martiri. Essendo poi sorti degli abusi,
la Chiesa fu costretta a sopprimere in parte quelle
vigilie fin dal XIII secolo. Tuttavia ne esistevano
ancora nel XVI secolo e perfino nel XVIII secolo alcune
chiese delle Gallie avevano una vigilie per le loro
grandi solennità, come quella di san Martino a Tours e
di san Giuliano a Le Mans. Alle prime luci del giorno, si
cantava la Messa che poneva termine alla Vigilia. A poco
a poco la Messa fu anticipata e attualmente la celebriamo
la mattina del giorno che precede la festa.
da: P. GUÉRANGER, L'anno liturgico.
- I. Avvento - Natale - Quaresima - Passione, trad.
it. P. GRAZIANI, Alba, Edizioni Paoline, 1959, pp. 311-312.